The spatial dimension of urban marginality. The French case

L’ultimo post che ho pubblicato riguardava una review del testo di L. Wacquant Urban Outcasts. Le slides che condivido oggi rappresentano la continuazione di quelle riflessioni. Ho presentato queste slides in occasione dell’incontro finale del corso per il dottorato di URBEUR tenuto dal prof. Ranci sulle città globali. Il tema è quello della segregazione urbana. In particolare, nel mio lavoro ho voluto verificare, attraverso il caso francese, se l’immagine veicolata da alcune teorie sugli spazi di concentrazione della povertà urbana fosse aderente alla realtà.

Per sintetizzare i principali risultati a cui sono arrivato, si può dire che: in primo luogo, le teorie della globalizzazione sembrano dare troppa importanza alle forze macrosociali, dimenticando così la capacità di agency degli individui e gli effetti dovuti alla particolare organizzazione socio-territoriale caratteristica di ogni città. In secondo luogo, molte teorie sembrano assumere l’idea che la concentrazione spaziale di popolazioni vulnerabili produca esclusivamente degli effetti negativi nei percorsi d’inclusione degli individui. Contrariamente a quest’ipotesi, alcune ricerche empiriche condotte nelle città francesi sottolinenano la complessità della vita sociale in questi territori, i quali non possono essere concepiti solamente come ghetti. Infine, le politiche sociali che intendono combattere l’esclusione sociale combattendo, innanzitutto, la concentrazione spaziale della povertà presentano degli aspetti critici. E’ questo il caso della politique de la ville francese, ed in particolare delle operazioni di demolizione e costruzione che hanno come effetto quello di rompere le reti sociali locali dei gruppi poveri.

Come sempre non voglio svelarvi troppo. Ecco le slides e più sotto il testo su cui ho basato il mio intervento.

SpeechRanci_Dacontohttp://www.scribd.com/embeds/93420264/content?start_page=1&view_mode=list&access_key=key-62nnbk15iibdpy30p1s

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